Onoterapia

Per onoterapia si intende la terapia svolta con la vicinanza dell’asino (dal greco onos che significa asino).
L’asino con la sua indole dolce, curiosa, intelligente e raramente aggressivo è particolarmente adatto per interagire nella AAT (di cui abbiamo parlato in questo post)  con persone che hanno difficoltà relazionali, emotive ed affettive. L’asino ha sensi particolarmente sviluppati ed è dotato di una intelligenza così acuta che esige l’instaurarsi di una relazione con la persona che ha di fronte. Dotato di empatia dopo un po’ di tempo riesce ad individuare le eventuali carenze della persona stessa e reagisce in modo paziente e comprensivo.
Quindi in progetti di onoterapia l’asino diventa un canale prezioso per facilitare la relazione con la persona aiutandola a ritrovare una comunicazione ed una affettività perdute a seguito di traumi di varia natura o negate da relazioni diseducative.


Questi progetti prevedono il controllo da parte di specialisti quali un medico psichiatra che propone percorsi di onoterapia, un operatore in attività assistita con asini (che possieda il brevetto e esperienza nella sfera psico-fisica) uno psicologo e un veterinario.
Tali progetti sono molto vari e devono essere studiati su misura secondo le varie situazioni e le esigenze specifiche del paziente. L’ambito in cui opera l’onoterapia è molto ampio e ne possono godere persone con deficit psico-fisici ,persone con problemi quali il bullismo o che vivono situazioni di dissociazione sociale.

IL PROGETTO 

Tutti i progetti indipendentemente dalla loro durata e tipologia prevedono incontri preliminari ai fini della presentazione del tipo di lavoro da svolgere e per il coinvolgimento di eventuali altri collaboratori che accompagnano i pazienti.
Questi incontri sono fondamentali prima di tutto per garantire la sicurezza della persona specialmente se si tratta di persone diversamente abili o con particolari difficoltà comportamentali. Sono altrettanto importanti perché l’attività svolta deve essere condivisa con tutti gli altri professionisti che accompagnano gli utenti al fine di ottenere un’esperienza significativa e costruttiva.
I progetti di onoterapia iniziano in modo lento attraverso le coccole e la cura dell’asino passando per esercizi di conduzione, giochi e attività equestri semplici terminando con attività sempre più complicate che prevedono destrezza e capacità di relazionarsi all’asilo e all’operatore.

DESTINATARI DEL PROGETTO

Le caratteristiche dell’asino descritte all’inizio lo rendono particolarmente adatto per progetti di Pet Therapy che si rivolgono a tutti quei soggetti che hanno difficoltà nella sfera emotiva e dell’affettività ovvero disturbi della personalità, relazionali, cognitivi, disturbi dello sviluppo e problematiche sociali. Traggono vantaggio dall’onoterapia bambini ed anziani, audiolesi e non vedenti, ipertesi e cardiopatici, malati psichiatrici e tossicodipendenti e persone afflitte da ansia, stress o problemi di accettazione.
Gli effetti benefici si hanno a livello comportamentale, caratteriale, emotivo e affettivo in soggetti che presentano le seguenti patologie: ipercinetismo, aggressività, depressione, anoressia e bulimia, disturbi del sonno, disturbi dell’attenzione, emotività incontrollata, sindrome di down, dipendenze, costrizioni, ritardo mentale ma anche bullismo e dissociazione sociale.

OBIETTIVI

Gli obiettivi che si prefigge tale terapia sono far riacquistare sicurezza e fiducia, attivare la percezione di sé, costruire esperienze, indurre alla cooperazione, stimolare l’atto dell’azione inibendo cosi l’atto di isolamento, sviluppare la capacità di porre limiti senza oltrepassarli o farli oltrepassare, sviluppare il coraggio, percepire la dimensione relazionale del dare e del ricevere, riscoprire l’intimità del sé.

I benefici, che si traggono dalle attività supportate dalla presenza degli asini, possono essere osservati nel campo relazionale e di percezione del proprio io:

– facilitazione del lavoro dell’operatore il quale ha a disposizione un mezzo, l’asino, che diminuisce le barriere della comunicazione favorendo cosi l’accesso alla sfera intima dell’utente;
– incremento della comunicazione non verbale ( una parte della relazione con l’asino si basa sulla mimica corporea e sulla comunicazione non verbale);
– aumento della percezione e verbalizzazione di sentimenti ed emozioni;
– aumento del contatto visivo;
– riscoperta della dimensione della motivazione e del piacere di esserci;
– inizio di un percorso consapevole della propria sovranità;
– aumento dell’autostima e della percezione di sé;
– aumento di calma in casi di iperattività e attivazione psico-fisica in casi di ipoattività;
– ristabilimento dell’equilibrio emotivo e riattivazione della motricità psico-fisica.

ESEMPI DI PROGETTI DI ONOTERAPIA

Tutti i progetti di onoterapia prevedono un approccio graduale all’asino nella sua dimensione relazionale – sia con l’asino sia con l’operatore – e anche in quella spazio temporale.
Si possono distinguere due tipologie di progetti di onoterapia. La prima tipologia prevede a livello progettuale una serie di incontri con l’accento posto nella sfera dell’emotività e dell’affettività. La seconda tipologia prevede un ciclo di incontri basati sulla comunicazione verbale e non verbale.
Un esempio pratico di un ciclo di incontri basato sulla sfera affettivo-emotiva può assumere la seguente configurazione progettuale:
 
– osservazione dell’asino da differenti punti di vista e di distanza;
– scelta da parte dell’utente dell’asino con il quale desidera relazionarsi;
– descrizione dell’asino;
– permettere l’avvicinamento dell’asino a sé;
– permettere all’asino di odorarci;
– avvicinamento fisico all’asino includendo le dimensioni sensoriali quali olfatto, udito, vista e tatto;
– incontri tattili mirati, dalla testa alla coda;
– salire in groppa;
– esercizi sulla groppa dell’asino.

Un esempio pratico di un ciclo di incontri basato sulla comunicazione verbale e non verbale può assumere la seguente configurazione progettuale:

– parlare con l’asino ed osservare la sua mimica, posizione del corpo delle orecchie e il suo sguardo;
– raggiungere l’obbiettivo di indurre l’asino a prestare attenzione;
– percepire e accettare quando l’asino non desidera relazionarsi;
– prendere l’asino alla longhina e tenerlo calmo sul posto;
– prendere l’asino alla longhina e condurlo da un’altra parte;
– indurre l’asino a reagire alla pressione della sola presenza senza contatto fisico;
– camminare e fermarsi;
– mandare l’asino indietro e richiamarlo a sé;
-comunicare con l’asino attraverso la longhina.

 Per ulteriori informazioni in merito alle attività di Asinergie potete visitare la sezione eventi dove sono elencate alcune delle attività inerenti all’onoterapia.

Fonti:

– da Asinergie Onoterapia
Ipsico
APC
Sindrome di Down
Bullismo

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