Il rapporto tra il cane e il bambino

Nel giugno 2006 mio figlio (che all’epoca dei fatti avevi quasi 8 anni) è stato aggredito da un cane di proprietà del vicino di casa . A seguito dell’aggressione ha riportato delle ferite in viso sulla tempia sinistra, sotto l’occhio e al lato sinistro della bocca. Siamo stati al pronto soccorso dove l’accettazione è stata immediata e dove gli sono state suturate le ferite con successivo ricovero per quattro giorni. Una volta rientrati a casa è iniziata forse la parte più delicata di tutta la situazione che aveva già visto un esordio dalla sera stessa dell’aggressione in quanto egli mi poneva domande come “ma io sono brutto mamma ora?” “ma tornerò come prima?” a cui comunque dovevo trovare una risposta che lo tranquillizzasse.

C’è voluto parecchio tempo e pazienza da parte sia mia che sua affinché la situazione piano piano migliorasse. Oltre a non prendere assolutamente sole dove c’erano le ferite ci sono stati tutta una serie di controlli che avvenivano con cadenza mensile con il responso del chirurgo plastico il quale doveva valutare la necessità di un intervento per le cicatrici (che ad oggi non è stato ancora effettuato). L’aspetto più impegnativo riguarda la sfera psicologica che questa aggressione aveva lasciato. Non mi vergogno ad affermare che aveva lasciato un segno maggiore in me che per un lungo lasso di tempo quando riuscivo ad addormentarmi vedevo mio figlio ricoperto di sangue con conseguenti risvegli. E dall’altra parte c’era lui che comunque doveva condurre una vita normale come è e deve essere quella di un bambino di otto anni. E’ stato un percorso faticoso e lungo ma siamo riusciti ad uscirne in modo tranquillo infatti ora mio figlio è un bambino sereno, dell’episodio ha ovviamente dei ricordi ma quando capita che ne parla il tutto avviene in tono molto pacato. All’epoca dell’accaduto e logica conseguenza di esso avevo maturato la decisione che non sarebbe mai entrato un cane in casa mia nonostante mi piacciano e ogni tanto mio figlio me lo chiedesse.
Questa decisione con il passare del tempo è cambiata nel senso che dopo le vacanze estive del 2008 ho valutato l’ipotesi di avere un peloso in casa (mettendo da parte quel residuo di timori che comunque la vicenda aveva lasciato). Prima di parlarne con mio figlio (altrimenti non avrei avuto scampo e avrei dovuto dire di si subito) ho valutato tutti i pro e i contro che avere un cane in casa avrebbe comportato. Ho messo tutto sul piatto della bilancia e la decisione è stata “ok lo prendiamo” (e chi sa dell’aggressione mi giudica una “pazza” per tale decisione) . Non ho pensato di acquistarlo ma ero orientata verso l’adozione infatti mi sono collegata ad alcuni siti di associazioni e ho guardato quali cani ci fossero che incontravano i miei desideri. Quando ho visto LEI. E’ stato amore a prima vista e ho subito contattato l’associazione per poter iniziare l’iter dell’adozione. Ho compilato alcuni moduli e ho ricevuto la visita di due volontari che avevano il compito di visionare dove la piccola sarebbe andata a vivere. Lei proveniva da Bari e da lì è arrivata fino a Marghera e poi a Padova dove è avvenuto il nostro primo incontro che è stato un qualcosa di meraviglioso.
Lei e mio figlio sono strepitosi insieme. A turno le diamo da mangiare e da bere, la portiamo fuori quando deve fare i suoi bisogni in modo che se ne occupi anche lui e che si responsabilizzi. Andiamo insieme a fare lunghe passeggiate e la maggior parte delle volte è mio figlio che vuole tenerla al guinzaglio. Ho la fortuna di avere un giardino grande e quando sono fuori insieme addirittura mio figlio ci gioca a nascondino (lui si nasconde e lei parte alla ricerca). Dove va lui va anche la pelosa e lo stesso trattamento lo riserva a me sembra quasi la nostra guardia del corpo. Quando la portiamo dal veterinario mio figlio mi accompagna sempre, e resta con lei le fa le coccole perché stia tranquilla. Quando ci svegliamo o quando mio figlio rientra da scuola Sole gli fa di quelle feste incredibili, lo copre di baci e lui di coccole. Dopo un mese dal suo arrivo abbiamo passato un week-end lungo a Genova e ovviamente lei è venuta con noi. Avere Sole con noi è stata la decisione più bella che potessimo prendere. Tutto questo per dire che è possibile che anche un bambino che è stato aggredito da un cane riesca ad avere un rapporto normale con loro, che capisca che non tutti i cani sono pericolosi, che sappia che lui per primo deve comportarsi bene con lei e che un giorno alla volta sarà un ulteriore tassello per un rapporto che durerà nel tempo.

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2 Risposte to “Il rapporto tra il cane e il bambino”

  1. Sabina Says:

    Ciao Terry,

    che shock, poverino il tuo ometto. Sono contenta che ora abbia un cane suo e che con lui sia amore e gioco tutto il tempo.

    Al figlio di una mia amica è successo con il cane di sua madre, solo che suo figlio all’epoca era piccolo e pareva morto. Ora il bambino è un ragazzone e la cicatrice quasi non si vede, anzi, dì a tuo figlio, che le cicatrici fanno l’uomo vissuto😉

    Un abbraccio,
    Sabina

  2. gliamicidisole Says:

    Ciao Sabina,

    in effetti non è stata una passeggiata di salute ma fa parte del passato.

    Lui e Sole sono inseparabili dove c’è uno c’è anche l’altro!

    Grazie per essere passata mi ha fatto molto piacere!
    Un abbraccio a te e al pischello!

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