Pet Therapy e bioetica/2

Il Comitato nazionale per la Bioetica ha preso in considerazione una particolare sfera del rapporto tra esseri umani e mondo animale, ovvero le varie tipologie di relazione terapeutica o assistenziale che abbiano come finalità la promozione del benessere e della salute degli esseri umani. Nello specifico, il Comitato ha esaminato la cosiddetta Pet Therapy, l’addestramento degli animali da assistenza e, per quanto di pertinenza, la convivenza con un animale da compagnia (in un luogo di ricovero o nella propria abitazione) di un individuo particolarmente fragile da un punto di vista psicologico o fisico. Il C.N.B. parla di Pet Therapy anche se l’uso di questa terminologia non è preciso poiché non distingue tra attività assistite con animali (A.A.A.) e terapie assistite con animali (T.A.A.) che necessitano di un’analisi indubbiamente differenziata.

La Pet Therapy nella forma TTA, cioè terapia assistita con animali, è allo stato attuale in molte sue applicazioni un’ipotesi di lavoro che attende adeguate verifiche con metodologia scientifica e che merita un sostegno pubblico solo nell’ambito di progetti di ricerca. In questo documento non viene trattato in modo completo la materia in esame ma si intende porre l’accento su alcune questioni bioetiche più rilevanti introducendo condizioni e modalità affinché queste terapie vengano accettate sotto il profilo etico anceh in merito alla rilevanza morale degli animali. La “questione animale ’’ ha assunto nel tempo un’importanza crescente sia in ambito bioetico che biogiuridico, oltre che presso l’opinione pubblica. La necessità di affrontare i dilemmi morali relativi alle relazioni interspecifiche assume un particolare rilievo quando vengono prospettate nuove circostanze, o nuovi impieghi degli animali.
Il Comitato Nazionale per la Bioetica, per quanto riguarda tematiche riguardanti gli animali, ha già espresso le proprie opinioni in specifici documenti quali:

Sperimentazione sugli animali e salute dei viventi (1997),

Bioetica e scienze veterinarie benessere animale e salute umana (2001);

–  Macellazioni rituali e sofferenza animale (2003).

Nell’affrontare questo tema, particolare attenzione è stata riservata all’uomo in quanto utente diretto delle terapie esaminate o in qualità di operatore/ricercatore. Lo scopo principale di queste pratiche è ottenere il benessere dell’uomo in merito alla salute. Non si deve trascurare il benessere dell’animale non solo per la sempre maggiore considerazione degli animali ma anche in funzione dell’interesse umano che queste terapie siano efficaci. È infatti da un’autentica “alleanza terapeutica” che l’uomo può ricavare il maggior vantaggio terapeutico ed esistenziale. Gli animali hanno sempre avuto un ruolo importante nella storia delle comunità umane. Agli inizi della civiltà alcuni gruppi umani iniziarono una relazione in cui il scopo più o meno intenzionale era quello di manipolare, rendere mansueti e poi selezionare nell’allevamento alcuni animali con i quali era possibile stabilire una qualche forma di comunicazione. Iniziò così la fase dell’addomesticamento che ha coinvolto un ridotto numero di specie rispetto alle tante, selvatiche che esistevano in natura che riuscivano più o meno ad avvicinare e quindi ad interagire con loro. La domesticazione è un fenomeno biologico particolarmente complesso che secondo alcune ricerche potrebbe essere iniziato con il cane circa 10-15 mila anni fa, oppure, secondo altri Autori, diverse decine di migliaia di anni prima. La convivenza con gli animali domestici ha assunto da subito una dimensione al contempo strumentale, di sfruttamento degli animali da parte dell’uomo, e relazionale in senso ampio e diverso a seconda delle epoche e delle culture dominanti. Tra i vari scopi che ci si prefiggeva l’uomo ha tratto benefici per il proprio benessere e la propria salute. Solo negli ultimi decenni che molte ricerche si sono concentrate sull’esistenza di un nesso di causalità tra alcune forme di convivenza o attività comuni con gli animali e presunti miglioramenti fisici o psichici in soggetti umani affetti da alcune patologie (oppure portatori di generici disagi o bisogni). Ed è solo da qualche anno che pratiche estemporanee e indeterminate hanno trovato sbocco in veri e propri progetti di intervento finalizzati all’ottenimento di benefici per quanto possibile misurabili e ripetibili. Tali esperienze si possono distinguere in AAA ovvero Attività assistite con gli animali e TAA Terapie assistite con gli animali di cui abbiamo ampiamente parlato in questo post.

Fonti:

C.N.B.
– da Governo Italiano Sperimentazione sugli animali Bioetica e scienze veterinarie Macellazioni rituali e sofferenza animale

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