Il rapporto tra il cane e il bambino

13 marzo 2009

Nel giugno 2006 mio figlio (che all’epoca dei fatti avevi quasi 8 anni) è stato aggredito da un cane di proprietà del vicino di casa . A seguito dell’aggressione ha riportato delle ferite in viso sulla tempia sinistra, sotto l’occhio e al lato sinistro della bocca. Siamo stati al pronto soccorso dove l’accettazione è stata immediata e dove gli sono state suturate le ferite con successivo ricovero per quattro giorni. Una volta rientrati a casa è iniziata forse la parte più delicata di tutta la situazione che aveva già visto un esordio dalla sera stessa dell’aggressione in quanto egli mi poneva domande come “ma io sono brutto mamma ora?” “ma tornerò come prima?” a cui comunque dovevo trovare una risposta che lo tranquillizzasse.

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La pulizia dei nostri cani

12 marzo 2009

Per alleggerire un pò gli argomenti parliamo di un altro step fondamentale per la cura e la salute dei nostri cani cioè il bagno.
Riteniamo sia importante far presente che la cute dei cani è ricoperta da uno strato di sebo che frequenti lavaggi andrebbero a togliere con la conseguenza che le ghiandole sebacee ne producono in più e il cane avrà un cattivo odore. Di norma si consiglia di lavare il proprio cane non più di una volta al mese (al massimo due).

Alcuni consigli per il bagno del vostro peloso:

– Prima di iniziare a lavare il vostro cane verificate di avere a portata di mano tutto l’occorrente : shampoo (io utilizzo questo  con gradazione all’albicocca) , eventuali prodotti specifici che intendete usare o che vi ha consigliato il veterinario in casi specifici, spazzole, pettini asciugamano pronto per avvolgerla una volta terminato il bagno ecc ecc;

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Pet therapy – Libri

11 marzo 2009

Per gli amanti della lettura e che desiderano approfondire alcuni aspetti della pet therapy qui di seguito vi proponiamo alcuni testi:

L’approccio zooantropologico alla Pet Therapy di Roberto Marchesini e Laura Corona Edizioni Oasi Alberto Perdisa .

La pet therapy sta diventando una prassi sempre più conosciuta e richiesta ma nonostante ciò manca una corretta informazione rispetto a cosa s’intende in concreto con questa prassi, quali siano effettivamente i prodotti offerti con un servizio di pet therapy, quale il metodo che viene applicato per la realizzazione dell’effetto beneficiale. Questo saggio vuole colmare questa lacuna e dare un’informazione dettagliata su come si lavora in pet therapy e quali siano le applicazioni assistenziali e terapeutiche.

Potete acquistare questo libro da IBS per ulteriori informazioni potete controllare qui oppure da Feltrinelli.

Pet Therapy Una proposta d’intervento per i disabili neuromotori e sensoriali di Del Negro Elide Edizione Franco Angeli.

La “terapia con gli animali” necessita una precisa preparazione da parte degli operatori. Tale preparazione deve riguardare non solo le patologie su cui intervenire e le peculiarità psicopedagogiche degli utenti, ma anche un’approfondita conoscenza del carattere e del comportamento degli animali con cui si intende svolgere l’intervento. Inoltre, un metodo mirato richiede che vengano considerate anche le caratteristiche fisiche dell’animale e che siano individuati obiettivi di applicazione definiti e calibrati sul singolo soggetto. Su tutti questi elementi si sofferma e riflette questo testo che permette di approfondire l’applicazione di questa terapia “naturale” di intervento riabilitativo, abilitativo e di mantenimento.

Disponibile presso IBS (i dettagli li potete trovare qui) o Libreria Universitaria (per ulteriori informazioni ciccate qui).

Guida alla Pet Therapy. Verso il benessere psicofisico con gli animali da compagnia di Fossati Renata Edizione Olimpia.

La pet therapy si rivolge a tutte quelle persone che desiderano migliorare la qualità della loro vita attraverso la presenza e l’interazione con un animale. L’interesse per questa nuova terapia è notevole anche in Italia. Molto spesso i media se ne occupano riportando situazioni che vedono protagonisti bambini o anziani che interagiscono con gli animali in ambienti diversi, come la scuola e le case di riposo. Scritto da una professionista del settore, questo libro ne presenta tutti gli aspetti.

Potete acquistarlo da IBS (per informazioni cliccate qui).

Pet therapy di Tangusso Riccardo e Tondi Graziella Editore La Moderna . Ulteriori dettagli potete trovarli qui.

Avete letto questi libri o ne conoscete altri che trattino questo argomento? Se si mi farebbe piacere se mi lasciaste la vostra opinione in merito a ciò che avete letto!

Fonti:

Roberto Marchesini
Alberto Perdisa
– da IBS Approccio Zooantropologico per therapy Pet Therapy Guida alla pet therapy
– da Feltrinelli Approccio Zooantropologico pet therapy
Del Negro Elide
Franco Angeli
– da Libreria Universitaria Pet therapy
Fossati Renata
Edizioni Olimpia
Unilibro

Onoterapia

10 marzo 2009

Per onoterapia si intende la terapia svolta con la vicinanza dell’asino (dal greco onos che significa asino).
L’asino con la sua indole dolce, curiosa, intelligente e raramente aggressivo è particolarmente adatto per interagire nella AAT (di cui abbiamo parlato in questo post)  con persone che hanno difficoltà relazionali, emotive ed affettive. L’asino ha sensi particolarmente sviluppati ed è dotato di una intelligenza così acuta che esige l’instaurarsi di una relazione con la persona che ha di fronte. Dotato di empatia dopo un po’ di tempo riesce ad individuare le eventuali carenze della persona stessa e reagisce in modo paziente e comprensivo.
Quindi in progetti di onoterapia l’asino diventa un canale prezioso per facilitare la relazione con la persona aiutandola a ritrovare una comunicazione ed una affettività perdute a seguito di traumi di varia natura o negate da relazioni diseducative.

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Pet Therapy – Associazioni

9 marzo 2009

In Italia ci sono diverse organizzazioni il cui scopo è approfondire il concetto di Pet Therapy e il suo ruolo e le potenzialità di questa terapia.

Di seguito vi riportiamo alcune associazioni con relative peculiarità e recapiti qualora siate interessati a contattarli per esigenze personali o professionali:

Cave Canem Onlus ha sede legale a Limena (PD) in via Grolla 50 Telefono 0498840368 e-mail cavecanem3@libero.it.

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Pet Therapy – Progetti in Italia

6 marzo 2009

Con il passare del tempo in Italia è andato aumentando l’interesse per la pet therapy con una maggiore richiesta sul territorio nazionale. Associazioni, centri di ribalitazione, scuole, case di riposo sono interessate a queste nuove terapie di supporto, a nuove soluzioni da inserire nelle proprie attività per aumentare il livello qualitativo della vita all’interno delle loro strutture.

Istituti scientifici di una certa nomea, Università e istituzioni locali hanno avviato progetti di ricerca con lo scopo di individuare chi può giovare dei programmi di Pet Therapy consolidando le esperienze in questo campo e aprendo comunque nuove frontiere e nuove possibilità.
Come abbiamo già detto in questo post i gruppi che progettano e svolgono le attività correlate alla pet therapy sono composti da diverse figure professionali che agiscono mettendo a disposizione la loro competenza e conoscenza a favore della salute pubblica e altri che rivolgono la loro attenzione alla scelta, alla salute e alla tutela del benessere degli animali co-terapeuti .
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Pet Therapy – Meccanismi d’azione

5 marzo 2009

La Pet Therapy o TAA (di cui abbiamo parlato in questo post) si prefigge come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui queste terapie sono dirette. Non sono proposte come unico infallibile metodo nè tanto meno in sostituzione ad altre forme di terapia, ma si affiancano ad esse. La prescrizione, la progettazione e l’attuazione dei progetti di Pet Therapy  richiedono la presenza di un’ équipe multidisciplinare (argomento che abbiamo trattato qui), a seconda del paziente e della patologia da trattare.

I meccanismi d’azione fondamentali di questo tipo di terapia sono:

– il rapporto uomo-animale, a livello affettivo ed emozionale.Esso è  in grado di ottenere non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali ad esempio l’abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco; 

– la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta;

– la stimolazione mentale: essa si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;

– il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;

– l’elemento ludico, inteso come gioco e divertimento, che portano benefici psicosomatici. Tramite l’attività del gioco le persone possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma;

– la facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di interazione con altre persone;

– la responsabilità: proporzionale alla propria età e alle proprie possibilità, nella cura di un eventuale animale di proprietà;

– l’attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno, in seguito, essere anche trasferiti ad altri individui;

– l’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;

– l’antropomorfismo: inteso come l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;

– il senso di comunione con la natura.

Fonti:

Dica 33
Antropoformismo

Pet Therapy – Figure professionali

4 marzo 2009

Nella pet-therapy, l’attività svolta dal “terapeuta animale” nei confronti del “paziente uomo” è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline.
Per questa ragione ogni esperienza di pet therapy (di cui si è parlato anche in questo post) è il risultato di un lavoro creato e sviluppato da un team di professionisti che interagiscono fra loro ognuno con il proprio ruolo ben definito ma completandosi a vicenda. I membri di questi gruppi di lavoro partecipano alla fase della progettazione e valutazione dei programmi da portare a termine e allo svolgimento vero e proprio delle attività e terapie in qualità di operatori.

Pertanto all’interno di un progetto di un programma di pet therapy vi sono molte figure professionali quali:

• Medico
• Psicologo
• Terapista della riabilitazione
• Assistente sociale
• Infermiere
• Insegnante
• Pedagogista
• Veterinario
• Etologo
• Addestratore
• Conduttore pet partners

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Gli animali questi terapeuti

3 marzo 2009

Cenni storici

L’intuizione che gli animali da compagnia potessero essere un valido supporto terapeutico risale a molto tempo fa, infatti i primi indizi che portavano a pensare all’addomesticamento degli animali risale a circa 12.000 anni fa.
Ippocrate 2400 anni fa valutava gli effetti benefici che si traevano da una cavalcata e consigliava questo metodo ai suoi amici per sconfiggere insonnia, ritemprando il fisico e lo spirito in quelle che noi chiameremo situazioni di stress.
La cultura di migliaia anni fa attribuiva agli animali poteri soprannaturali e taumaturgici tanto da essere raffigurati spesso (si pensi all’antico Egitto ove gli animali sacri venivano tenuti nei templi come rappresentazioni viventi delle divinità le quali erano spesso rappresentate con la testa di animale).

Durante il XVIII secolo presso le scuole anglosassoni si poteva osservare l’effetto benefico che aveva la presenza di cani e gatti sull’umore e le condizioni di salute dei pazienti. Occuparsi di loro consentiva ai malati di mente di acquistare un certo equilibrio ed interesse per il mondo circostante.
Nella seconda metà del XIX secolo un medico francese (Chessigne)sperimentò l’ippoterapia in pazienti portatori di handicap ottenendo risultati soddisfacenti.

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Pet Therapy – i pazienti

2 marzo 2009

La pet-therapy può essere utile nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici.Il contatto con un animale può aiutare a soddisfare bisogni quali l’affetto, sicurezza, relazioni interpersonali e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
La soddisfazione di tali bisogni, necessaria per il mantenimento di un buon equilibrio psico-fisico è uno degli scopi della pet-therapy che offre, attraverso alcune Attività Assistite dagli Animali (AAA) (spiegate in questo post) , soprattutto quelli detti d’affezione o di compagnia, cui si riferisce il termine pet nella lingua inglese, una possibilità in più per migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani.
La pet-therapy può anche contribuire, affiancando ed integrando le terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio, attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA) ( di cui abbiamo parlato in questo post) , interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.
Numerosi studi condotti nei decenni scorsi e comprovati da sempre più numerose esperienze hanno rilevato che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti favoriscono i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione e di interazione con gli altri grazie all’animale (ad esempio il cane).
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