Posts Tagged ‘Figure professionali’

L’interesse della collettività e del paziente

25 marzo 2009

L’utilizzo degli animali in attività legate alla salute e al benessere dell’uomo è un argomento di notevole interesse se si considerano le iniziative legislative sempre più frequenti e gli interventi normativi di alcune regioni. Purtroppo i dati scientifici scarsi e probabilmente l’oggettiva difficoltà ad ottenerli secondo di “canoni” della medicina tradizionale rende difficile una scelta di politica sanitaria. Tale scelta non può trascurare possibili prospettive positive e il fatto che solo attraverso la diffusione e l’istituzionalizzazione di queste pratiche permette di acquisire dati scientifici sulla loro efficacia ponendo in modo specifico le basi per soddisfare le esigenze dei pazienti Questi stessi dati permetterebbero una migliore conoscenza delle modalità di utilizzo degli animali, permettendo un incremento del loro benessere.
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Bioetica / Lavoro d’équipe

20 marzo 2009

Il lavoro d’équipe

Nelle Terapie Assistite con Animali e in misura minore nel caso delle Attività Assistite e dell’ impiego degli animali da assistenza il gruppo di lavoro deve essere necessariamente ampio per comprendere tutte le professionalità occorrenti.
Il mantenimento di un equilibrio dinamico tra gli interessi umani ed animali nella gestione della relazione assistenziale o terapeutica richiede la presenza o quantomeno la sovrintendenza di diverse figure professionali (vedi questo post). Queste figure devono saper comprendere le condizioni fisiche e comportamentali degli animali per evitare malessere e alterazioni della relazione; inoltre, nell’interesse del paziente umano deve essere chiaramente raggiunta una condizione di reale efficacia in rapporto alle finalità previste e anche in relazione a possibili tecniche alternative.
Sia nella fase di progettazione sia in quella di applicazione bisogna produrre, anche se in tempi e modi diversi, le competenze necessarie per la cura del paziente umano (medici, psicologi, terapisti, ecc.), per la conduzione e le necessità dell’ animale (veterinari, comportamentalisti, conduttori e istruttori) e infine per la gestione della relazione (psicologi, zoo-antropologi ecc.).

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Pet Therapy e bioetica/3

19 marzo 2009

Il documento del C.N.B. vuole esaminare le linee etiche generali del rapporto con gli animali impiegati in attività legate alla salute e al benessere dell’uomo senza entrare nello specifico di particolari forme di Pet Therapy (Ippoterapia, onoterapia, delfinoterapia).
E’ necessario quindi soffermarsi brevemente sui complessi problemi costituiti dall’addomesticare un cane. La fase di addomesticare un cane richiede l’intervento dell’uomo in almeno tre funzioni fondamentali (protezione, nutrizione, riproduzione in allevamento). Questo intervento ha prodotto, nel tempo, una varietà di rapporti simbiotici che sono genericamente accomunati dall’eliminazione o riduzione dell’aggressività e dalla maggiore o minore ricerca della vicinanza. Tra un animale domestico per eccellenza come il cane e un animale selvatico per eccellenza possiamo individuare tante possibili forme intermedie di interazione che variano a seconda dell’animale, della cultura e del periodo storico.

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Bioetica – Animali da assistenza

18 marzo 2009

Nell’ambito dell’analisi dei possibili impieghi degli animali in attività collegate alla salute e al benessere umano si è preso in considerazione la possibilità di utilizzare gli animali da assistenza (generalmente cani).
Questo tipo di attività non rientra nell’ambito della Pet Therapy e richiede un addestramento intenso che ricorda per le sue peculiarità altri lavori che i cani svolgono quali il soccorso tra le macerie, cani anti-valanga e i cani addetti alla ricerca di sostanze stupefacenti.
Per quanto riguarda questo genere di attività la componente psicologica del rapporto con il cane pur essendo comunque importante ha una rilevanza inferiore rispetto al vero e proprio apporto materiale.

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Pet Therapy e bioetica/2

17 marzo 2009

Il Comitato nazionale per la Bioetica ha preso in considerazione una particolare sfera del rapporto tra esseri umani e mondo animale, ovvero le varie tipologie di relazione terapeutica o assistenziale che abbiano come finalità la promozione del benessere e della salute degli esseri umani. Nello specifico, il Comitato ha esaminato la cosiddetta Pet Therapy, l’addestramento degli animali da assistenza e, per quanto di pertinenza, la convivenza con un animale da compagnia (in un luogo di ricovero o nella propria abitazione) di un individuo particolarmente fragile da un punto di vista psicologico o fisico. Il C.N.B. parla di Pet Therapy anche se l’uso di questa terminologia non è preciso poiché non distingue tra attività assistite con animali (A.A.A.) e terapie assistite con animali (T.A.A.) che necessitano di un’analisi indubbiamente differenziata.

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Pet therapy e bioetica/1

16 marzo 2009

Il Comitato Nazionale Bioetica nel trattare della Pet Therapy (di cui abbiamo parlato in questo post), ha preso in considerazione diverse attività che suscitano interesse e speranze da parte della opinione pubblica e della comunità medica, svolte a vantaggio di esseri umani e attuate con l’impiego di animali. Nonostante la notevole diversità, le pratiche esaminate si caratterizzano per due tratti distintivi e comuni:

 – la ricerca della salute e del benessere umani;

– l’impiego di animali e la tutela del loro benessere.

Questo particolare utilizzo degli animali aumenta la necessità di un approfondito giudizio morale che implica non solo il rispetto che è oggettivamente dovuto ad ogni “essere senziente”, ma soprattutto il tentativo di realizzare una particolarissima forma di “alleanza terapeutica”.

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Onoterapia

10 marzo 2009

Per onoterapia si intende la terapia svolta con la vicinanza dell’asino (dal greco onos che significa asino).
L’asino con la sua indole dolce, curiosa, intelligente e raramente aggressivo è particolarmente adatto per interagire nella AAT (di cui abbiamo parlato in questo post)  con persone che hanno difficoltà relazionali, emotive ed affettive. L’asino ha sensi particolarmente sviluppati ed è dotato di una intelligenza così acuta che esige l’instaurarsi di una relazione con la persona che ha di fronte. Dotato di empatia dopo un po’ di tempo riesce ad individuare le eventuali carenze della persona stessa e reagisce in modo paziente e comprensivo.
Quindi in progetti di onoterapia l’asino diventa un canale prezioso per facilitare la relazione con la persona aiutandola a ritrovare una comunicazione ed una affettività perdute a seguito di traumi di varia natura o negate da relazioni diseducative.

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Pet Therapy – Meccanismi d’azione

5 marzo 2009

La Pet Therapy o TAA (di cui abbiamo parlato in questo post) si prefigge come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui queste terapie sono dirette. Non sono proposte come unico infallibile metodo nè tanto meno in sostituzione ad altre forme di terapia, ma si affiancano ad esse. La prescrizione, la progettazione e l’attuazione dei progetti di Pet Therapy  richiedono la presenza di un’ équipe multidisciplinare (argomento che abbiamo trattato qui), a seconda del paziente e della patologia da trattare.

I meccanismi d’azione fondamentali di questo tipo di terapia sono:

– il rapporto uomo-animale, a livello affettivo ed emozionale.Esso è  in grado di ottenere non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali ad esempio l’abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco; 

– la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta;

– la stimolazione mentale: essa si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;

– il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;

– l’elemento ludico, inteso come gioco e divertimento, che portano benefici psicosomatici. Tramite l’attività del gioco le persone possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma;

– la facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di interazione con altre persone;

– la responsabilità: proporzionale alla propria età e alle proprie possibilità, nella cura di un eventuale animale di proprietà;

– l’attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno, in seguito, essere anche trasferiti ad altri individui;

– l’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;

– l’antropomorfismo: inteso come l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;

– il senso di comunione con la natura.

Fonti:

Dica 33
Antropoformismo

Pet Therapy – Figure professionali

4 marzo 2009

Nella pet-therapy, l’attività svolta dal “terapeuta animale” nei confronti del “paziente uomo” è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline.
Per questa ragione ogni esperienza di pet therapy (di cui si è parlato anche in questo post) è il risultato di un lavoro creato e sviluppato da un team di professionisti che interagiscono fra loro ognuno con il proprio ruolo ben definito ma completandosi a vicenda. I membri di questi gruppi di lavoro partecipano alla fase della progettazione e valutazione dei programmi da portare a termine e allo svolgimento vero e proprio delle attività e terapie in qualità di operatori.

Pertanto all’interno di un progetto di un programma di pet therapy vi sono molte figure professionali quali:

• Medico
• Psicologo
• Terapista della riabilitazione
• Assistente sociale
• Infermiere
• Insegnante
• Pedagogista
• Veterinario
• Etologo
• Addestratore
• Conduttore pet partners

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